SCUOLA CALCIO, SI CHIUDE UNA STAGIONE POSITIVA
22/06/2016


CORREGGIO (Reggio Emilia) - Crescere un piccolo atleta e portarlo nel grande calcio sarebbe una immensa soddisfazione per tutti, certo, ma non è facile. Ma al di là di questo, mero aspetto sportivo, una scuola calcio oltre a essere la linfa per una società calcistica con forti ambizioni, deve essere una scuola per la formazione di uomini veri sia sul campo che nella vita.
Andrea Reami, responsabile della scuola calcio Correggese, ha in mente questo progetto: la crescita in tutti i sensi per i piccoli calciatori. Al primo anno sotto la sua gestione, la Scuola Calcio Correggese ha superato i 100 iscritti, un importante passo che potrebbe aprire palcoscenici di rilievo per la struttura che ad inizio di ogni stagione, lotta con l'agguerrita concorrenza di squadre logisticamente vicine e più blasonate.
La Scuola Calcio della Correggese, ingloba tutti i giovani aspiranti calciatori dall'età di 6 e fino a 13 anni, poi per loro si avvierà un percorso nei settori giovanili dove, acquisiti i valori dello sport, si inizierà a far emergere i valori tecnici e sportivi.
Proprio per questo, i campionati delle varie annate, sono solo dati statistici, senza classifiche e senza vittorie, perchè il vero vincitore in giovane età è proprio chi si diverte a prescindere dal risultato.

Andrea Reami, come valuta la stagione appena conclusa?
Tenendo conto che quest'anno siamo ripartiti da zero e con uno staff completamente nuovo, considero positivo tutto. Soprattutto dalla programmazione che ci ha permesso di mettere una pietra molto importante per la continuità del nostro progetto.

Cosa vuol dire "Scuola Calcio" per lei?
Innanzitutto insegnare le regole di vita, soprattutto il rispetto verso i compagni e gli avversari, la vittoria non deve essere la felicità solo per il risultato, ma il frutto di una competizione leale verso avversari che vanno sempre considerti di pari livello.

Ma non è semplice insegnarlo, rischia di scontrarsi in un ambiente dove spesso non esiste la cultura della sconfitta.
Questo infatti sarà il nostro primo obiettivo. Occorre che i più piccoli calciatori, ma questo vale per tutte le discipline sportive, vivano il calcio come puro divertimento e come passione, sarebbe sbagliato avvicinarsi come abitudine o perchè spinti a farlo. Il nostro primario insegnamento, è che il gioco del calcio è uno sport di squadra e non individuale. In tutti gli sport di squadra infatti, lavorare in gruppo aiuta nella socializzazione in una età importante e guardando il calcio come squadra e non come singolo, aiuta a trarne l'essenza.

In questo progetto, quanto conta un allenatore?
Non amiamo definirci allenatori, piuttosto istruttori. Credo quest'anno di aver trovato un gruppo fantastico composto da Andrea Borghi, Claudia Moretti, Corrado Mazzali, Fabio Angiolillo, Ilenia Nicoli, Marco Bigliardi oltre ai collaboratori Federico Guerra, Gianni Reami, Gerardo Napolitano, Veronica Bellamico e Riccardo Grazian. Il loro compito è stato quello di educare alla vita e a insegnare a tirare calci ad un pallone.

Oltre a questo, la Scuola Calcio della Correggese ha anche optato per alcuni insegnamenti extra calcio come un corso di formazione in arti marziali. Perchè?
Quest'inverno, quando le giornate erano cortissime e talvolta i campi erano molto pesanti o le temperature erano tutt'altro che miti, abbiamo pensato di dare ai ragazzi alcune nozioni di Haikido. Apparentemente questo non c'entra nulla con il calcio, ma alcuni esercizi possono risultare utili per affrontare il contrasto con una avversario sul campo.  Un infortunio è sempre in agguato, spesso i ragazzi si fanno male perchè non sono preparati a un tackle o a come cadere, l'Haikido insegna anche questo. Poi a contatto con un altro tipo di sport può aiutare il ragazzo nella sua formazione.

Ci sono stati anche interessamenti da parte di ragazze?
Nella "Scuola" abbiamo formato due donne, entrambe hanno giocato nella squadra esordienti (2003). Quest'anno che l'annata passerà al settore giovanile, alle ragazze è data possibilità di scelta se giocare un altro anno con gli esordienti (in quanto donne è concesso dal regolamento anche se di un anno più grandi n.d.r.) oppure se trasferirsi in una squadra di calcio femminile.

Queli sono le prospettive per il futuro della "Scuola Calcio"?
La programmazione e le continue condivisioni tra gli istruttori sono una solida base per il futuro. Il gruppo formato da istruttori e ragazzi è molto unito e questo ci da molti stimoli per fare bene. Abbiamo avuto anche un ottimo riscontro e moti auti dalla nostra segreteria dove Giancarlo Setti e Alessandro Flisi si sono prodigati in tutti quei lavori svolti dietro le quinte per noi essenziali per la buona riuscita del progetto.

I ragazzi hanno anche partecipato ad alcuni tornei, come è andata?
Non siamo riusciti quest'anno ad alzare alcun trofeo da vincitori, ma va bene lo stesso, divertendosi i ragazzi hanno comunque vinto. I 2007, malgrado abbiano disputato un campionato senza mai eccellere dal punto di vista sportivo, nei tornei di fine stagioni si sono ben comportati arrivando secondi a Campagnola, un segno tangibile che il lavoro alla lunga paga. Poi un applauso per i 2005 terzi a Porotto di Ferrara, ai 2006 terzi a Nonantola, ai 2008 terzi a Campogalliano e ai 2003 terzi a Campagnola e secondi a Suzzara. Infine la sfortuna non è stata di aiuto per i piccolissimi calciatori del 2009, che dopo essersi distinti nel torneo di Cibeno, non sono riusciti a cimentarsi con i pari età di squadre professionistiche perchè il maltempo ha purtroppo cancellato un torneo importante al quale erano pronti a paartecipare.

Ora per voi un periodo di vacanze?

Assolutamente no. Da fine Giugno io con tutti gli istruttori e i collaboratori parteciperemo ad un corso a Coverciano perchè il nostro impegno e la nostra voglia di fare bene è totale.


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