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LE INTERVISTE BIANCOROSSE: LUIGI ZINETTI
09/02/2015


CORREGGIO (Reggio Emilia) -  Luigi Zinetti arriva alla Correggese durante il mercato d'inverno per rinforzare il reparto difensivo ed il parco giocatori "giovani", settori costruiti in fretta e furia a Settembre quando la squadra biancorossa ha avuto conferma che la LegaPro sarebbe continuata ad essere un sogno nel cassetto.

Difensore, classe 1995, inizia la sua carriera nella scuola calcio dello zio a Corato, cittadina in provincia di Bari che gli ha dato i natali. Poi dopo una serie di provini nelle squadre che contano, Zinetti approda al Bari dove inizia la sua carriera professionistica nel settore giovanile della squadra del capoluogo pugliese. Approda nel calcio delle "prime squadre" lo scorso anno con  una stagione esaltante nella Lucchese. Entra nei desideri del presidente della Correggese Lazzaretti già in estate, ma il Brindisi se lo accaparra e colleziona una sola presenza prima di arrivare a Correggio a Dicembre dove diventa un punto fermo della difesa a quattro di mister Bagatti.
 
Zinetti, l'inizio della sua carriera è stata dettata dalla sua passione per il calcio o perchè lo zio ha insistito per inserirla nel suo organico?
Avevo quattro anni quando vedevo i ragazzi di un paio d'anni più vecchi di me che iniziavano con la scuola calcio ed io appassionato da sempre di calcio ho convinto mio zio a inserirmi nel sua scuola calcio prima del tempo. Conservo ancora una foto con il pallone mentre ancora gattonavo.
 
Come si chiama la scuola?
Polisportiva San Gerardo di Corato. Poi da lì ho fatto una serie di provini, nel Parma, e in altre squadre ma poi il Bari ha creduto in me e ho cominciato a militarci nel 2010, l'anno glorioso di questa società, quando mister Ventura la portò a sfiorare la qualificazione in Europa League.

Squadra e periodo in cui Francesco Grandolfo cominciò a far parlare di sè?
Esattamente, anche se Francesco ha esordito in prima squadra l'anno dopo.

Poi la sua permanenza a Bari prima di passare alla Lucchese, antagonista nella scorsa stagione alla Correggese per la promozione in LegaPro.
A Bari ho disputato tre stagioni e l'anno scorso sono passato nella Lucchese.
Proprio nella città toscana ho conosciuto la serietà della squadra Correggese per il bel testa a testa che ha fatto per tutta la stagione scorsa.
 
Poi il passaggio a Brindisi in serie D dove non ha potuto confermare la bella stagione in maglia rossonera. Cosa è successo?
A Brindisi sono andato volentieri: mi avevano prospettato un buon progetto che però non ha dato sul campo i frutti sperati. Poi con il cambio di allenatore ho avuto un ruolo molto marginale e quindi all'offerta della Correggese non ho avuto problemi ad accettare il trasferimento. Ringrazio molto la direzione della squadra biancorossa per aver creduto in me per quanto ho dimostrato lo scorso campionato con la maglia della Lucchese. Non è facile trovare una squadra che possa credere in un giocatore che fino a quel momento aveva giocato poco.

Ora quindi è a Correggio, a volte il destino sembra divertirsi, non trova?
Diciamo di sì. Però questo non mi ha fatto pensare molto per il trasferimento.

Rispetto all'anno scorso dove la Correggese ha condotto per quasi tutta la stagione venendo poi beffata all'ultimo minuto dell'ultima giornata, quest'anno il duello è con il Rimini dove si presenta una situazione similie a quella dell'anno scorso però a parti invertite. Dopo una stagione in rincorsa con la maglia della Lucchese, cosa si sente di dire ai tifosi ed ai compagni di queta stagione sulla base dell'esperienza passata?
Ho maturato quell'esperienza nel lottare sempre e non mollare mai. Crederci fino in fondo è d'obbligo anche perchè la Correggese non ha nulla di meno del Rimini ed anche se in questo periodo abbiamo avuto dei risultati che ci hanno allontanato dal vertice della classifica, sono convinto che la Correggese sarà in grado di riprendersi e di lottare per la promozione fino alla fine. Soltanto essendo sempre attenti si riuscirà a fare tesoro dei passi falsi del Rimini: come è capitato a noi, credo che nelle giornate che restano, potremo magari sfruttare anche un periodo negativo potra' capitare anche ai nostri rivali.

Parlando di lei nel suo personale. Un ragazzo di nemmeno vent'anni che per il secondo anno è lontano da casa, può incidere sulla prestazione sportiva a livello mentale?
Questa esperienza mi sta formando molto e devo ammettere che l'anno scorso è stata la mia voglia di esperienze importanti a far si che andassi a giocare lontano da casa. Devo però dire che già dalla prima esperienza nel Bari sono stato sempre lontano da casa con molto sacrificio: uscivo da scuola alle 13 e mezz'ora dopo prendevo il treno che mi portava a Bari, dopo l'allenamento tornavo a casa verso le otto di sera e mi dedicavo allo studio.

Tutto questo però va a discapito di famiglia e amicizie, non sono in tanti disposti come lei a voler conoscere la vita così presto.
Sì è vero, però sono consapevole delle scelte fatte. Aggiungerei anche che sono sentimentalmente legato con Giorgia, una ragazza di Bari che appoggia tantissimo le mie esperienze.

Famiglia, amici, fidanzata. Cosa le manca di più lontano dalla sua Puglia?
Se sono qui' e lotto per un sogno è grazie alla mia famiglia che mi ha sempre spronato e aiutato avendo anche papà (ex giocatore) e alla mia ragazza che comunque mi è sempre stata vicina, ma soprattutto tutto quello che faccio lo dedico a due miei cari amici, Felice e Mauro, che sono venuti a mancare giovanissimi, e mi danno la forza di continuare.
 
Un giovane del '95 come lei ha dalla sua le regole che impongono uno schieramento in campo obbligatorio, ma in futuro quando non ci saranno più questi vincoli, lei si sente di poter vivere ancora da calciatore?
Ci metto tutto l'impegno possibile perchè la mia idea è quella di poter continuare a giocare a calcio il più possibile. Però nei miei progetti c'è l'idea a settembre di iscrivermi all'università di psicologia delle scienze motorie per potermi garantire un futuro almeno sulla carta.
 
Un pregio e un difetto di Luigi Zinetti.
La cultura della mia terra di origine mi ha aiutato ad essere molto solare e a prendere confidenza con le persone; come difetto penso di essere molto loquace e di dire quello che penso apertamente senza freni.

Come si trova in Emilia?
La vita qui al nord è diversa dalla Puglia sotto alcuni punti di vista come il costo della vita o la freddezza iniziale delle persone. Però dentro di me porto la cultura della mia terra dove lo spirito di socialità e di allegria è molto importante. Vivo a Carpi che è una bellissima città, ma anche Correggio merita attenzione turistica.

Il giorno che andrà a giocare in un'altra squadra, chi della rosa della Correggese consiglierebbe al suo nuovo allenatore?
Ora come ora direi Grandolfo perchè sin dai primi giorni qui a Correggio, ho avuto con lui un rapporto molto sincero e poi come giocatore mi sembra sprecato per la categoria. Penso che lui sia la persona che come uomo e come calciatore consiglierei a tutti gli allenatori con cui avrò a che fare in futuro. 
 
Non è che è solo che con lui può parlare in dialetto pugliese?
(ride ndr) Perchè no, anche.
 
 
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